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Delegazione di PARMA
Responsabile: Avv. Pierluigi BELLAVIA

Si riceve ogni martedì dalle ore 17:00 alle ore 19:00

Via Sette Fratelli Cervi, 15
43100 PARMA
Cell. (349) 2267488
E-mail: uncparma@yahoo.it

Alcuni articoli recenti dal sito istituzionale dell’Unione Nazionale Consumatori

COMUNICATO STAMPA DELL’UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI

I test d’ingresso per le Professioni Sanitarie annullati per un errore a un quarto d’ora dalla fine.

 Come riportato nei principali organi di stampa ieri a pochi minuti dal termine della prova selettiva che valeva la possibilità di frequentare i corsi di laurea delle Professioni Sanitarie, la Commissione designata annuncia l’annullamento dei quiz per alcune incongruenze riscontrate tra il testo e le domande relative ad un documento storico sull’agricoltura del ‘700.

Ieri mattina sono stati 1312 gli studenti che si sono presentati al Campus Universitario di Parma, davanti alle aule della Facoltà di Ingegneria, per rispondere ai quiz preselettivi dopo mesi e mesi di duro studio e motivati dall’ambizione di iniziare il loro percorso universitario e giocarsi il loro futuro. I candidati, arrivati da tutta l’Italia, iniziano regolarmente (almeno apparentemente) i test e, dopo alcune ore di scrupolosa concentrazione, a circa un quarto d’ora dallo scadere del tempo massimo concesso ai candidati arriva la clamorosa notizia dell’annullamento dei test d’ingresso. Gli aspiranti professionisti sanitari accolgono increduli la notizia che ha acceso inevitabili polemiche soprattutto sul motivo che ha spinto la Commissione ha comunicare la propria decisione soltanto quando il tempo stava per scadere visto che l’irregolarità, ancora coperta dal dubbio tra i candidati, era stata scoperta al momento dell’apertura delle buste contenenti le domande da sottoporre all’attenzione delle future matricole.

L’Università degli Studi di Parma si pronuncia subito dopo lo spiacevole episodio scrivendo una nota che motivi tale annullamento. Di seguito si riporta integralmente quanto comunicato dall’ente:

“La prova di ammissione per i corsi di studio delle Professioni sanitarie in programma oggi, mercoledì 4 settembre, è stata annullata dalla Commissione d’esame, d’intesa con il Consorzio CINECA, a causa di errori riscontrati nelle domande predisposte dal Consorzio stesso.

La nuova data sarà resa nota tramite apposito Decreto Ministeriale che sarà pubblicato anche sul sito web di Ateneo.

Alla prova dei corsi di laurea delle Professioni Sanitarie (Fisioterapia, Infermieristica, Logopedia, Ortottica e assistenza oftalmologica, Ostetricia, Tecniche audioprotesiche, Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro, Tecniche di laboratorio biomedico, Tecniche di radiologia medica per immagini e radioterapia) erano presenti 1312 candidati, con una percentuale di presenze dell’88,23% sulle 1487 domande pervenute.”.

Non è di conforto per i protagonisti dell’accaduto di ieri mattina il fatto che sembrerebbe che i test d’ingresso per le Professioni Sanitarie siano stati annullati in ben 20 Atenei italiani e non soltanto nella città crociata.

Vogliamo metterci nei panni innanzitutto degli studenti che hanno visto cadere nel vuoto tutti i loro sacrifici  e poi anche in quelli delle loro famiglie che dovranno sostenere una seconda volta le spese per permettere ai figli di mettere il primo tassello al grande puzzle del loro futuro.

La nostra Associazione sta studiando possibili inziative conseguenti all’accaduto.

Chiunque abbia delle segnalazioni o richieste di aiuto sull’argomento potrà inviarci una e-mail all’indirizzo di posta elettronica uncparma@yahoo.it, indicando nell’oggetto “Test d’ingresso”. I consulenti legali dell’Unione sono a disposizione dei consumatori e degli studenti per fornire chiarimenti e assistenza.

MyFIT di Via Emilio Lepido

Facciamo seguito alla precedente segnalazione per comunicare che come apparso sugli organi di stampa , sono scattati i sigilli alla palestra My Fit di San Prospero.
Stiamo ricevendo numerose richieste di informazioni da parte degli associati al centro sportivo in merito alla sorte dei contratti stipulati con lo stesso.
Chiunque abbia delle segnalazioni da fare a riguardo potrà rivolgersi alla nostra associazione.
Ogni segnalazione potrà essere potrà essere inviata all’indirizzo di posta elettronica uncparma@yahoo.it, indicando nell’oggetto “MyFIT”. I consulenti legali dell’Unione sono a disposizione dei consumatori per fornire chiarimenti e assistenza.

AGENTE IMMOBILIARE FUGGE CON LE CAPARRE

Sugli organi di stampa locali, compreso il Tg3 regionale, con un servizio di Luca Ponzi.
è apparsa una notizia secondo la quale presso la Tecnocasa di Borgo avrebbe operato un dipendente che avrebbe incassato illegittimamente le caparre di decine di clienti interessati all’acquisto di beni immobili, dandosi poi successivamente alla fuga.

Stiamo ricevendo numerose richieste di informazioni da parte di diversi clienti della Agenzia sopra citata.

Chiunque abbia delle segnalazioni da fare a riguardo potrà rivolgersi alla nostra associazione.

Ogni segnalazione potrà essere potrà essere inviata all’indirizzo di posta elettronica uncparma@yahoo.it, indicando nell’oggetto “Tecnocasa”. I consulenti legali dell’Unione sono a disposizione dei consumatori per fornire chiarimenti e assistenza.

MyFIT di Via Emilio Lepido
Segnaliamo che il TAR ha respinto il ricorso della società che gestisce il centro fitness MyFIT, Emme Società Sportiva Dilettantistica S.r.l., contro l’ordinanza di divieto di prosecuzione dell’attività nei locali di via Emilio Lepido, emessa il 24 gennaio scorso. MyFit aveva ottenuto una sospensione del provvedimento in via cautelare urgente, ma con la sentenza di mercoledì i giudici danno ragione al Comune.
Stiamo ricevendo numerose richieste di informazioni da parte degli associati al centro sportivo in merito alla sorte dei contratti stipulati con lo stesso.
Chiunque abbia delle segnalazioni da fare a riguardo potrà rivolgersi alla nostra associazione.
Ogni segnalazione potrà essere potrà essere inviata all’indirizzo di posta elettronica uncparma@yahoo.it, indicando nell’oggetto “MyFIT”. I consulenti legali dell’Unione sono a disposizione dei consumatori per fornire chiarimenti e assistenza.
DANNO DA VACANZA ROVINATA
Segnaliamo la sentenza del Tribunale Reggio Emilia, del 13.02.2013 n° 279 con la quale, in virtù del combinato disposto dagli artt. 2059 c.c. e 32 della Cost., è stato dichiarato risarcibile il danno non patrimoniale da vacanza rovinata, consistente nel pregiudizio conseguente alla lesione dell’interesse del turista di godere pienamente del viaggio organizzato come occasione di piacere e di riposo, tanto più grave ove si tratti di viaggio di nozze e come tale di occasione irripetibile.
La Corte ha analizzato un caso in cui una coppia di sposi avevano acquistato un pacchetto turistico per il viaggio di nozze. Nel viaggio aereo di andata, dopo la consegna al check in per l’imbarco, il bagaglio veniva smarrito e mai più rinvenuto, sicché l’attore era stato costretto ad acquistare alcuni beni di prima necessità.
Pertanto1a coppia agiva in giudizio nei confronti del vettore, nei confronti dell’assicurazione e, infine, nei confronti del vettore e del tour operator in solido tra loro. Nei confronti di questi ultimi per il risarcimento del danno non patrimoniale da c.d. “vacanza rovinata”.
Sia il vettore che il tour operator sono stati inoltre condannati a risarcire all’attore il danno non patrimoniale da “vacanza rovinata” considerato che, anche dopo la riparametrazione dei confini del danno non patrimoniale operata dalle Sezioni Unite, la Suprema Corte ha ribadito la configurabilità ontologica del danno non patrimoniale da vacanza rovinata, di particolare gravità nel caso di viaggio di nozze.
La Corte ha precisato inoltre che il turista-consumatore ha diritto al risarcimento del danno non patrimoniale da parte dell’organizzatore o dal venditore, anche se la responsabilità sia ascrivibile ad altri prestatori di servizi.

SEGNALAZIONI BMW

Ci stanno pervenendo numerose segnalazioni da parte di associati e di consumatori acquirenti di veicoli BMW in quanto dal mese di gennaio la Parma Motors quale concessionario esclusivo BMW di fatto non è più attivoa
Tale situazione sta creando numerosi disagi sia a coloro che intendono acquistare veicoli BMW sia soprattutto a coloro che necessitano di interventi di manutenzione .
Purtroppo il fatto che le concessionarie più vicine siano a Reggio Emilia o Casalmaggiore comporta notevoli disagi per i consumatori di Parma che sono costretti a doversi rivolgere a centri distanti anche più di 20 Km dalla loro città.
Di tale situazione dovrà farsi carico la BMW Italia.
 Chiunque abbia delle segnalazioni da fare a riguardo potrà rivolgersi alla nostra associazione.
Ogni segnalazione potrà essere potrà essere inviata all’indirizzo di posta elettronica uncparma@yahoo.it, indicando nell’oggetto “BMW”. I consulenti legali dell’Unione sono a disposizione dei consumatori per fornire chiarimenti e assistenza.

Class-action: la prima sentenza di accoglimento in Italia   

 Il Tribunale di Napoli ha riconosciuto il risarcimento del danno da vacanza rovinata ad un gruppo di turisti in viaggio a Zanzibar. E’ la prima pronuncia favorevole ai consumatori in una class-action ai sensi dell’art. 140 – bis del Codice del Consumo. Il processo, avviato dall’Unione Nazionale Consumatori che era assistita dal Segretario generale avv. Dona (seguilo su Twitter @massidona) e dal prof Enrico Minervini e dall’avv. Stefano Perciaccante, si riferisce ad un caso che era stato denunciato anche nel corso di una puntata di “Striscia la Notizia” e risale alle vacanze di Natale del 2009, allorché alcuni turisti italiani partirono per la località turistica pagando profumatamente per alloggiare in un lussuoso resort che si rivelò, al loro arrivo, un vero e proprio cantiere; al rientro dal viaggio, raccogliemmo le segnalazioni dei consumatori coinvolti per poi intraprendere un’azione di classe contro il tour operator Wecantour che aveva organizzato il soggiorno. “Oggi otteniamo un eccellente risultato -dichiara l’avv. Perciaccante- anche se purtroppo il Giudice ha escluso una parte dei consumatori aderenti, applicando in modo esageratamente rigoroso il concetto di identità delle posizioni dei danneggiati”. “Siamo felici di questa vittoria -commenta Massimiliano Dona- anche se restiamo consapevoli delle inefficienze della procedura che, ad oltre tre anni dalla sua entrata in vigore, non ha prodotto i risultati sperati: se l’istituto della class-action non è, infatti, in grado di assicurare in tempi rapidi soddisfazione per i consumatori, viene meno la sua funzione di deterrenza nei confronti dei comportamenti scorretti delle imprese. L’auspicio -conclude l’avvocato Dona- è che il nuovo Parlamento se ne renda conto e intervenga con una revisione di questo importante strumento di tutela”.

Cari Consumatori,

relativamente alle recenti frodi alimentari avvenute in Gran Bretagna, in cui si  è scoperto che in partite di hamburger e di lasagne prodotte da Findus vendute surgelate in diversi supermercati erano presenti quantità anche rilevanti di carne equina, nonostante venisse dichiarata la presenza di sola carne bovina, orbene occorre precisare che  l’Unione Europea con i Regolamenti emanati nel 2004 (ed in particolare con i numeri 852 e 853) ha affidato proprio ai produttori, operanti nel territorio comunitario, la responsabilità primaria della sicurezza dei loro alimenti. Per raggiungere questo obiettivo, i produttori devono esercitare controlli costanti sulla intera “filiera” e registrare tutte le attività svolte. Tra queste attività è ovviamente molto importante il controllo delle materie prime utilizzate.

Per Vostra opportuna connoscenza Vi invitiamo a cliccare il link Nestle sottostante:

http://www.nestle.it/media/pressreleases/frode-carne-equina

MPS: PESANTE L’ACCUSA DELLA CONSOB

Nuove ipotesi di reato per Monte dei Paschi di Siena. In attesa che si faccia luce sulla vicenda e che si definisca la linea più opportuna da adottare, i consumatori coinvolti  possono rivolgersi ai consulenti dell’Unione Nazionale Consumatori (http://www.consumatori.it)

Roma, 20 febbraio 2013 – “Tra le varie ipotesi di reato prospettate va ora ad aggiungersi anche quella, ancor più grave per i risparmiatori e per la trasparenza del mercato borsistico, di manipolazione del mercato”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (http://www.consumatori.it ) che aggiunge: “questo è quanto emerge dalla Nota Tecnica redatta dall’Ufficio Abusi di Mercato e trasmessa, unitamente ad una Relazione per la Commissione, dalla CONSOB al PM, Dott. Antonino Nastasi, che sta svolgendo le indagini”.

Secondo la CONSOB, dalle condotte tenute dagli esponenti MPS derivano gravi danni per i risparmiatori: “un investitore che si fosse proposto di compravendere strumenti finanziari emessi da MPS avrebbe rinvenuto nella relazione semestrale al 30 Giugno 2008 indicazioni false e fuorvianti circa (…) il valore degli strumenti finanziari emessi da MPS. Su tali indicazioni l’investitore avrebbe erroneamente fondato le proprie decisioni di investimento o disinvestimento con riguardo al prezzo al quale convenientemente compravendere e alla dimensione delle operazioni da effettuare”. Il risparmiatore sarebbe stato indotto, quindi, “ad attribuire agli strumenti finanziari emessi da MPS un valore superiore a quello loro attribuibile sulla base della reale consistenza del patrimonio di vigilanza e dell’effettiva consistenza dei coefficienti patrimoniali”.

“In attesa che si faccia luce sulla vicenda e che si definisca la linea più opportuna da adottare a tutela dei risparmiatori -prosegue l’avvocato Dona (segui @massidona su Twitter)- invitiamo quanti abbiano acquistato prodotti finanziari MPS a segnalarlo compilando il  modulo e ad iscriversi alla nostra newsletter in modo da poter essere sempre costantemente aggiornati sui risvolti”.

Ogni segnalazione potrà essere potrà essere inviata all’indirizzo di posta elettronica uncparma@yahoo.it indicando nell’oggetto MPS. I consulenti legali dell’Unione sono a disposizione dei consumatori per fornire chiarimenti e assistenza.

MPS: RACCOLTE GIA’ DECINE DI ADESIONI

Decine di consumatori hanno scritto agli sportelli dell’Unione Nazionale Consumatori (http://www.consumatori.it) per MPS. Per segnalare il proprio caso, è possibile compilare il modulo informativo.

Roma, 29 gennaio 2013 “Sono numerose le segnalazioni che giungono ai nostri sportelli da parte degli investitori MPS” riferisce Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori  Consumatori (http://www.consumatori.it), che aggiunge: “i nostri consulenti legali stanno attentamente esaminando la vicenda per valutare quale sia l’azione giudiziaria più opportuna a tutela dei risparmiatori possessori di azioni ed obbligazioni MPS”.

“In attesa che venga delineata la linea da adottare -prosegue l’avvocato Dona- invitiamo chiunque abbia acquistato prodotti finanziari MPS a segnalarlo compilando il modulo informativo”.

Ogni segnalazione potrà essere inviata all’indirizzo di posta elettronica uncparma@yahoo.it indicando nell’oggetto MPS.
I consulenti legali dell’Unione sono a disposizione dei consumatori per fornire chiarimenti e assistenza.

Scarica il modulo informativo

NOVITA’ NEI CONTRATTI A DISTANZA di Avv. Sonia Gandolfi

La terza sezione della Corte di Giustizia Europea con la sentenza 5 luglio 2012 relativa alla causa C-49/11 ha affrontato la complessa materia della protezione dei consumatori nell’ambito dei c.c. contratti a distanza, intendendosi  qualunque contratto avente per oggetto beni o servizi stipulato tra un fornitore e un consumatore nell’ambito di un sistema di vendita o di prestazione di servizi a distanza, organizzato dal fornitore che, per tale contratto, impieghi esclusivamente una o più tecniche di comunicazione a distanza fino alla conclusione del contratto, compresa la conclusione del contratto stesso.

Orbene la Corte di Giustizia Europea nella richiamata sentenza ha sostenuto che  l’articolo 5, paragrafo 1, della direttiva 97/7/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 maggio 1997, riguardante la protezione dei consumatori in materia di contratti a distanza, deve essere interpretato nel senso che non soddisfa i requisiti da esso imposti una prassi commerciale che consista nel rendere accessibili le informazioni richieste dalla norma precitata solamente attraverso un collegamento ipertestuale a un sito Internet dell’impresa interessata, dal momento che tali informazioni non sono né «fornite» da tale impresa né «ricevute» dal consumatore, come prescrive la suddetta disposizione, e che un sito Internet non può essere considerato un «supporto duraturo» ai sensi del medesimo articolo 5, paragrafo 1”.

L’articolo richiamato infatti sancisce che il consumatore deve ricevere conferma per iscritto o su altro supporto duraturo a sua disposizione ed a lui accessibile delle informazioni previste all’articolo 4, paragrafo 1, lettere da a) ad f), in tempo utile all’atto dell’esecuzione del contratto e al più tardi al momento della consegna, per quanto riguarda i beni non destinati ad essere consegnati a terzi, a meno che esse non gli siano già state fornite, per iscritto o sull’altro supporto duraturo, a sua disposizione ed a lui accessibile prima della conclusione del contratto.
L’organo giudicante europeo ha conseguente ritenuto che quando le informazioni, che si trovino sul sito Internet del venditore, siano rese accessibili solamente attraverso un link comunicato al consumatore, non siano da considerarsi né “fornite” a tale consumatore né “ricevute” da quest’ultimo, come invece prescrive l’articolo 5, paragrafo 1, della direttiva 97/7. Resta da capire, per una corretta interpretazione della norma in questione, se un sito Internet le cui informazioni siano accessibili al consumatore attraverso un link mostrato dal venditore debba essere considerato un “supporto duraturo” ai sensi dell’articolo 5, paragrafo 1, della direttiva 97/7. In proposito la Corte osserva che detta disposizione prospetta un’alternativa, vale a dire che le informazioni pertinenti siano ricevute dal consumatore “per iscritto” o “su altro supporto duraturo”. Tale previsione lascia, quindi, intendere che il legislatore dell’Unione ha previsto due soluzioni funzionalmente equivalenti e, quindi, una condizione di equivalenza di tali supporti. Ne consegue, quindi, che il supporto duraturo, ai sensi dell’articolo 5, paragrafo 1, della direttiva 97/7, deve garantire al consumatore, analogamente a un supporto cartaceo, il possesso delle informazioni menzionate in tale disposizione per consentirgli di far valere, all’occorrenza, i suoi diritti. Nel caso di specie tale garanzia non viene fornita dal sito Internet oggetto del procedimento, che quindi non può essere considerato un supporto duraturo. In particolare, difatti un supporto duraturo, secondo la Corte, consente al consumatore di conservare le informazioni indirizzate a lui personalmente, garantisce l’assenza di alterazione del loro contenuto nonché la loro accessibilità per un congruo periodo ed offre ai consumatori la possibilità di riprodurle identiche

ITALIA PROGRAMMI: LA VITTIMA E’ ILLUSTRE, IL SITO E’ ANCORA ATTIVO!

Roma, 4 aprile 2012 – “Era necessario che fosse truffato persino il Presidente della Repubblica per comprendere la gravità della truffa realizzata da Italia Programmi e che ancora colpisce migliaia di consumatori?” E’ quanto si chiede Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), commentando la paradossale situazione per cui il sito gestito dalla società Estesa Limited è ancora attivo, tanto che un sollecito di pagamento sarebbe finito anche a Giorgio Napolitano.

“Dopo la notifica di un anno fa all’allora Presidente dell’Antitrust Antonio Catricalà -ricorda Dona- Napolitano è la nuova vittima illustre di Italia Programmi: il che farebbe persino sorridere se non si trattasse di una vera e propria truffa che, nonostante la multa di 1,5 milioni di euro comminata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, continua  a coinvolgere numerosi consumatori”.

“Ai nostri sportelli -aggiunge l’avvocato Dona- arrivano quotidianamente richieste di aiuto di utenti del web che, pensando di scaricare un software gratuito, hanno invece attivato un abbonamento da 96 euro all’anno. Non solo: nell’ultimo periodo, la società ha intrapreso una comunicazione ancora più aggressiva minacciando i consumatori di rivolgersi ad un fantomatico Tribunale regionale giudiziario per ottenere la quota richiesta. Per questo motivo, la nostra associazione ha recentemente segnalato all’AGCM le nuove pretese intimidatorie della società”.

“La storia di Italia Programmi -commenta Dona-  deve far riflettere su come non si riesca ad arginare le frodi diffuse in Rete; nonostante la condanna dell’Antitrust, infatti, la società Estesa Limited, continua ad operare grazie al suo sito internet: perché questo non è stato già oscurato? E perché, in attesa di un provvedimento del Garante, non si obbliga il sito a pubblicare la notizia del provvedimento dell’Autorità così da rendere edotti gli utenti dei rischi che derivano dall’accesso al web?”

”Chi è caduto nella trappola -conclude Massimiliano Dona- non deve pagare,  nonostante i continui solleciti; inoltre, per recedere dal contratto consigliamo di inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno alla sede: Estesa Limited Global Gateway 2478 Rue De La Perle Providence, Mahe (Republic of Seychelles)”. Per ulteriori informazioni si potrà comunque consultare il nostro sito (www.consumatori.it), sul quale è disponibile un dossier con i consigli per gestire questa situazione.

COSTA ALLEGRA: RISARCIRE I TURISTI 

Roma, 2 marzo 2012 – “Si garantiscano i risarcimenti ai consumatori rimasti coinvolti nell’episodio della Costa Allegra”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario Generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), riferendosi ai turisti coinvolti nell’incidente che, lo scorso 27 febbraio 2012, ha bloccato la nave al largo delle Seychelles per un incendio in sala macchine.

“Anche i turisti che hanno accettato di rimanere in vacanza alle Seychelles a spese della compagnia di crociera -ricorda Massimiliano Dona- hanno diritto al risarcimento del danno subito ai sensi dell’art. 41 del Codice del Turismo”.

“Al fine di ottenere il risarcimento dei danni subiti -prosegue Dona- consigliamo a tutti i consumatori, una volta rientrati nella città di partenza, di inviare – a mezzo lettera raccomandata A.R. ed entro 10 giorni lavorativi – un reclamo indirizzato alla sede legale della Costa Crociere S.p.A. e per conoscenza alla nostra Unione Nazionale Consumatori (e-mail: consulenza@consumatori.it, indicando nell’oggetto NAVE COSTA), richiedendo il rimborso del biglietto acquistato oltre al ‘danno da vacanza rovinata’ per lo stress ed i disagi subiti”

NAVI COSTA: E’ LEGITTIMA LA DISDETTA PER PAURA

Roma, 17 gennaio 2012 – “Sussistono i presupposti giuridici per disdire la crociera già prenotata”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), segnalando i numerosi casi di turisti che, dopo la tragedia della nave affondata vicino l’Isola del Giglio, non intendono più confermare i pacchetti acquistati con Costa Crociera o con altre compagnie.

“Il contratto con il quale si acquista una vacanza -spiega l’avvocato Dona- si fonda sulla legittima aspirazione ad un momento di spensieratezza  che è incompatibile con lo stato d’animo nel quale versano coloro che in questi giorni erano in procinto di imbarcarsi su una nave da crociera: per questo quanti si trovassero in questa situazione hanno il diritto di rinunciare al viaggio e di chiedere il rimborso di quanto versato”.

“Dinnanzi ad episodi come questi è più che normale che si attivi un meccanismo di identificazione”, dichiara la dottoressa Paola Vinciguerra, presidente dell’Associazione Europea Disturbi da Attacchi di Panico (Eurodap), rispetto alle reazioni di chi ha già prenotato una crociera, ma dopo l’episodio della Costa Concordia ha deciso di disdire. “Non si tratta di veri e propri attacchi di panico -spiega la psicologa- ma è una risposta inconscia, un percorso di identificazione come quando si guarda un film: razionalmente sappiamo che è statisticamente improbabile che riaccada un altro naufragio, quindi dovremmo sentirci al sicuro, ma irrazionalmente si tende ad identificare il mare con la morte”.

“E’ illegittimo -conclude Massimiliano Dona- l’atteggiamento del tour operator o dell’agenzia di viaggi che non si attivino per la sostituzione della vacanza con un’altra che sia di gradimento dei turisti o che vogliano imporre al consumatore di accettare un buono da utilizzare per future vacanze invece del rimborso in denaro di quanto pagato”.

Tutti coloro ai quali sia stata rifiutata la possibilità di annullare la crociera già prenotata potranno richiedere la consulenza dell’Unione Nazionale Consumatori scrivendo a uncparma@yahoo.it e indicando nell’oggetto “NAVI COSTA”.

FIAT: AUTO NUOVA, CERCHIONI VECCHI?

PARMA, 28.10.11“Un’automobile nuova con cerchi in lega vecchi è un inganno per i consumatori”. E’ quanto dichiara Stefano Perciaccante, legale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), denunciando il comportamento illegittimo di Fiat che, secondo numerose segnalazioni giunte alla nostra associazione,  consegnerebbe la nuova autovettura Punto “Evo” con i cerchi in lega di un modello del 2007 (la  “Grande Punto”).

 “Secondo alcuni consumatori -aggiunge l’avvocato Perciaccante-  la stessa pubblicità dell’autoveicolo potrebbe essere ingannevole in quanto promette cerchi in lega codice 108 mentre in realtà vengono consegnati quelli con codice 432”.

L’unione Nazionale Consumatori sta, dunque, raccogliendo i reclami per far luce su questa circostanza ed eventualmente instaurare una class action nei confronti di Fiat Auto S.p.a. .

Per inviare una segnalazione si può usare l’indirizzo email: uncparma@yahoo.it, indicando in oggetto: “Fiat Punto Evo”.

AUTOSTRADE: E’ PARTITA LA CLASS-ACTION

Parma, 11 ottobre 2011 – Il pool legale delle Associazioni Codici, Centro per i diritti del cittadino, la nostra Unione Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino e Associazione per la Difesa dei Consumatori e Utenti, cita in giudizio Autostrade per l’Italia S.p.A  in relazione ai fatti accaduti il 17 e il 18 dicembre 2010 nei tratti autostradali toscani della A1 tra Firenze ed Arezzo e della A1 tra Firenze e Pisa, che venivano interessati da una paralisi del traffico a causa del maltempo.

Il pool legale delle Associazioni aveva da subito annunciato una class-action contro Autostrade per l’Italia S.p.A. per l’inadeguata prevenzione, assenza di informazione e di gestione di un fenomeno, tra l’altro annunciato dai bollettini redatti dal Dipartimento della Protezione Civile. Sono già molte le segnalazioni che hanno portato le Associazioni del pool ad agire contro Autostrade per l’Italia S.p.A. Tuttavia, i cittadini che volessero ancora aderire alla class-action possono farlo, scrivendo al seguente indirizzo e-mail:  uncparma@yahoo.it indicando nell’oggetto “AUTOSTRADE PER L’ITALIA”.

VACANZA ROVINATA: COSA FARE AL RIENTRO

Roma, 7 settembre 2011 – “Riaprono gli uffici e le nostre scrivanie sono puntualmente sommerse dalle richieste di aiuto delle vittime da ‘vacanza rovinata’”.  E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), riferendosi alle sempre numerose segnalazioni che giungono alla nostra Unione al rientro dalle ferie estive.

“Ritardi aerei, strutture alberghiere fatiscenti e bagagli smarriti, sono solo alcuni dei disagi più comuni denunciati dai consumatori”, afferma Dona che prosegue: “Ricordiamo che, una volta rientrati , per ottenere il risarcimento dei danni subiti si hanno 10 giorni lavorativi per inviare un reclamo con richiesta di rimborso a mezzo lettera raccomandata a.r. indirizzata all’agenzia di viaggi, al tour operator e per conoscenza alla nostra Unione Nazionale Consumatori. Inoltre, è sempre bene conservare il catalogo, la documentazione di viaggio e tutto ciò comprovi l’eventuale inadempimento del tour operator, se si tratta di un ‘viaggio tutto compreso’”.

Sul nostro sito internet www.consumatori.it sono disponibili altri utili consigli e delle lettere fac-simile per le richieste di rimborso, inoltre consultate il ns. Sportello o inviateci una mail all’indirizzo uncparma@yahoo.it per maggiori dettagli.

BONUS BEBE': LA MANOVRA FA PARZIALE MARCIA INDIETRO
Nella manovra bis battezzata con il DL 138/11 il Governo ha fatto un parziale dietro-front. E’ stato stabilito, infatti che i genitori che hanno beneficiato illegittimamente del bonus non sono puniti a condizione che entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge restituiscano le somme percepite.
Riteniamo sia un importante passo avanti ottenuto anche grazie all’insisitenza di chi come noi ha segnalato e sollecitato più volte la risoluzione della questione.
Per ogni chiarimento vi invitiamo a rivolgervi presso il ns. sportello o a scriverci una mail all’indirizzo uncparma@yahoo.it

BONUS BEBE’…La beffa!

Ci sono arrivate numerose segnalazioni di famiglie a cui è stata recapitata una raccomandata a firma del Ministero dell’Economia con la quale si intima di restituire il bonus bebè da mille euro ottenuto in seguito alla Finanziaria 2006. Stanno infatti proprio arrivando in questi giorni le lettere dell’amministrazione che contestano l’incasso dell’assegno per aver autocertificato in maniera sbagliata il proprio reddito: «Si contesta alla Signoria Vostra – si legge nella missiva – di avere riscosso illecitamente il bonus bebè per avere sottoscritto e utilizzato un’autocertificazione mendace al fine di percepire la suddetta somma (…). Si comunica che di quanto sopra esposto, sarà fatta apposita segnalazione alla Procura della Repubblica».

Il bonus era stato introdotto dalla Finanziaria 2006 (legge 266/2005, articolo 1, commi 331-334) per ogni figlio nato o adottato nel 2005 o per ogni secondo o ulteriore figlio nato o adottato nel 2006. Un bonus annunciato da una lettera del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, inviata ai nuovi nati del 2005, con l’indicazione dell’ufficio postale presso cui i genitori avrebbero potuto riscuotere la somma.

La contestazione arriva dopo le verifiche dell’agenzia delle Entrate sul reddito del nucleo familiare indicato al momento della richiesta dell’assegno, cinque anni fa: la norma prevedeva, infatti, che per beneficiare dell’agevolazione, la famiglia del nuovo nato dovesse avere «un reddito complessivo» non superiore a 50mila euro.

Molte famiglie hanno commesso errori nell’autocertificazione dei requisiti (non era prevista alcuna mediazione dei professionisti o dei Caf per compilare il documento): alcuni hanno indicato il reddito “netto”; altri hanno segnalato il reddito da lavoro dipendente senza considerare l’abitazione principale; altri ancora hanno incluso fra i componenti del nucleo anche familiari non a carico, che non rientrano nella composizione del nucleo fiscale (composto da familiari a carico e coniuge – non separato – del dichiarante). Così, l’amministrazione chiede ora la restituzione entro 30 giorni del bonus da mille euro ingiustamente incassato, e, nei casi in cui il giudice penale accerterà che c’è stata falsa autocertificazione, il versamento di 3mila euro (il triplo del beneficio ottenuto) come sanzione amministrativa.

Il fatto è che la lettera inviata alle famiglie per promuovere l’iniziativa era tutt’altro che chiara. Non si indicava infatti se bisognava tener conto del reddito netto o lordo, ciò che potrebbe aver indotto il richiedente in errore, visto che potrebbe non aver inserito ad esempio il reddito da fabbricati per l’abitazione principale.

Inoltre non erano preannunciate sanzioni per il caso di dichiarazioni non veritiere ed oggi puntualmente si paventa la possibilità dell’avvio di un’azione penale.

Invitiamo, pertanto, tutti coloro che si trovassero in questa situazione di rivolgersi ai ns. sportelli o inviarci una mail all’indirizzo uncparma@yahoo.it, al fine di valutare le azioni più opportune non ultima quella di eccepire la prescrizione del diritto dell’amministrazione finanziaria alla restituzione delle somme richieste.

TIBURTINA: AL VIA LA CLASS ACTION DI UNC E CODICI

Roma, 28 luglio 2011 – Le associazioni Unione Nazionale Consumatori e Codici, a quattro giorni dal rogo alla stazione Tiburtina, che ha creato caos al trasporto ferroviario nazionale e regionale del Lazio, confermano l’intenzione di avviare una class action ai sensi dell’art. 140-bis del Codice del Consumo.

“L’incidente della stazione Tiburtina ha provocato disagi che devono essere risarciti – è quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC) – Non sappiamo quando la seconda stazione della Capitale tornerà del tutto operativa, considerato, però, il periodo di partenze e l’importanza della stazione per i collegamenti con l’aeroporto e per chi vive fuori città, ci auguriamo che oltre ad accelerare il più possibile i lavori, si garantisca a chi viaggia un’informazione puntuale e precisa”.

“I disagi causati ai pendolari e agli utenti del trasporto ferroviario sono rilevanti. Ancora ad oggi il servizio ferroviario stenta a ripartire e il caos perdura – continua Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici –  I risarcimenti per chi ha patito i disservizi e per chi ancora li subisce sono necessari e doverosi. Molti cittadini sono stati costretti ad utilizzare mezzi alternativi al treno pur avendo pagato un biglietto di viaggio, altri ancora hanno rinunciato alla vacanza, altri sono rimasti per ore bloccati in stazione senza che venisse data loro un’adeguata informazione. Insomma – conclude Giacomelli – le criticità riscontrate e segnalate dai cittadini in questi giorni sono talmente tante da rendersi necessaria un’azione legale altrettanto estesa che vada a tutelare i diritti dei cittadini”.

Per questo motivo l’Unione Nazionale Consumatori e l’associazione Codici stanno studiando una class action per il risarcimento dei danni causati a chi è rimasto bloccato per ore, a cominciare dai molti pendolari coinvolti. Quanti hanno vissuto tale disagio possono manifestare la propria disponibilità a partecipare all’azione, mandando un’ email all’indirizzo: uncparma@yahoo.it

EQUITALIA: STOP AL FISCO KILLER

Roma, 22 luglio 2011 – “Le sedi dell’Unione Nazionale Consumatori collaboreranno con l’associazione ‘E’ qui l’Italia?’ di Alberto Goffi,  nella battaglia contro gli abusi di Equitalia”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC).

“La battaglia contro il fisco killer riguarda tutti e merita il nostro impegno -dichiara l’avvocato Dona- soprattutto in un momento così delicato per il futuro del Paese: uno Stato che va contro i cittadini è un’equazione inaccettabile, soprattutto se a farne le spese sono i contribuenti onesti. Con questa collaborazione, che nasce dall’iniziativa del nostro Comitato di Torino -prosegue il Segretario generale- vogliamo dire stop agli abusi di Equitalia”.

L’Unione Nazionale Consumatori invita tutti i cittadini coinvolti in un contenzioso con Equitalia a segnalare la loro situazione inviando un’email all’indirizzo uncparma@yahoo.it specificando nell’oggetto ‘Equitalia’.

Bene difettoso? Tocca al venditore sostituirlo
Qualora un prodotto acquistato si riveli guasto, il venditore sarà obbligato a rimuoverlo dal luogo in cui il consumatore lo ha installato ed a sostituirlo, ed in ogni caso, a sostenere le spese necessarie per il compimento di tali operazioni.
E’ quanto statuito dalla Corte di Giustizia Europea, Prima Sezione, con la sentenza 16 giugno 2011, in relazione alle due cause n. C-65/09 e n. C-87/09.
Il primo caso riguardava un cittadino tedesco che, dopo aver acquistato e messo in posa delle mattonelle lucidate, ne ha poi individuato la presenza di ombrature dipendenti da piccole tracce di raschiatura, impossibili da cancellare, per cui l’unico rimedio possibile era la sostituzione totale delle piastrelle.
La seconda fattispecie riguardava l’acquisto su Internet di una lavastoviglie che, consegnata all’acquirente, aveva poi presentato dei difetti non riparabili, per cui anche in questo caso, l’unica soluzione era la sua sostituzione.
Alla luce della connessione dei procedimenti suddetti, gli stessi sono stati riuniti ai fini della decisione.
La Corte di Giustizia Europea ha preso come riferimento normativo la direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 25 maggio 1999, 1999/44/CE, che ai sensi dell’art. 3, n. 1, prevede che il venditore risponda, nei confronti del consumatore, di qualsiasi difetto di conformità esistente al momento della consegna del bene.Il consumatore ha il diritto di chiedere il ripristino della conformità del bene, ma qualora ciò non sia possibile, potrà esigere una riduzione del prezzo o la risoluzione del contratto.Nel caso venga richiesto il ripristino della conformità del prodotto, l’art. 3, della direttiva precisa che sia la riparazione che la sostituzione, saranno senza spese per il cliente, a meno che la sua richiesta non sia impossibile da soddisfare o sproporzionata.
In particolare, la gratuità del ripristino della conformità a carico del venditore è essenziale per la tutela del consumatore, in quanto finalizzata ad evitare che la presenza di oneri finanziari spingano quest’ultimo a desistere dal far valere i propri diritti (sentenza 17 aprile 2008, causa C-404/06, Quelle, Racc. pag. 2685, punti 33 e 34).L’intento del legislatore di assicurare una tutela effettiva al consumatore emerge altresì dalla previsione, secondo cui non solo la riparazione e la sostituzione di un bene non conforme devono essere effettuate senza spese, ma anche entro un lasso di tempo ragionevole e senza notevoli inconvenienti per il consumatore.
Inoltre è stato precisato che, seppur in buona fede, il venditore consegnando un prodotto difettoso non ha correttamente eseguito l’obbligo che aveva assunto in forza del contratto di vendita e deve quindi farsi carico delle conseguenze dell’inesatta esecuzione dello stesso, al contrario dell’acquirente che, da parte sua, ha versato il prezzo di vendita, rispettando il proprio obbligo contrattuale.
Pertanto, in una situazione in cui nessuna delle due parti ha agito colpevolmente, è legittimo porre a carico del venditore le spese di rimozione del bene non conforme e di installazione del bene sostitutivo, dal momento che tali spese supplementari, sarebbero state evitate qualora il venditore avesse fin da subito eseguito correttamente i propri obblighi.
In realtà, l’intento del legislatore non è stato quello di porre il consumatore in una posizione più favorevole rispetto a quella prevista dal contratto di vendita, bensì quello di ristabilire la situazione che si sarebbe verificata qualora il venditore avesse fin da subito consegnato un bene conforme.Sulla scorta delle summenzionate argomentazioni, la Corte di Giustizia UE, ha concluso statuendo che, qualora un bene, prima della comparsa del difetto, sia installato dal consumatore secondo la natura e l’uso previsto, spetterà al venditore procedere alla rimozione di tale prodotto dal luogo in cui è stato installato ed a collocarvi il bene sostitutivo, ovvero a sostenere tutte le spese necessarie per svolgere il suddetto intervento.

21.06.2011. Entra oggi in vigore il c.d. “codice del turismo” Decreto legislativo 23.05.2011 n° 79, G.U. n. 129 del 06-06-2011

Nelle note del Consiglio dei Ministri si legge :“Stimolare lo sviluppo del settore turistico e dare maggiore tutela ai consumatori e agli operatori del settore: questi gli obiettivi del Codice della normativa statale in tema di ordinamento e mercato del turismo,.

Nel decreto anche, in attuazione della direttiva 2008/122/CE, nuove norme per i contratti di multiproprietà e per i contratti relativi ai prodotti per le vacanze di lungo termine. 
Il riordino della normativa statale in materia di turismo, proposto dai ministri del turismo, dello sviluppo economico e per la semplificazione normativa, attua la delega prevista dalla legge n. 246 del 2005 ed aveva avuto già una prima approvazione nell’ottobre 2010.

Questi alcuni dei contenuti

Viene rielaborato il concetto di impresa turistica, per includervi, oltre alle agenzie di viaggio e i tour operator, tutte quelle imprese che esercitano attività economiche volte alla produzione e commercializzazione di prodotti e servizi volti a soddisfare le esigenze del turista, tra cui anche le imprese di ristorazione e tutti i pubblici esercizi, gli stabilimenti balneari, i parchi divertimento, le imprese di intrattenimento di ballo e di spettacolo, le imprese di organizzazione di eventi, convegni e congressi e le imprese turistiche nautiche.

Prevista una disciplina delle professioni turistiche, con un’attenzione particolare sui percorsi formativi destinati ai giovani, con l’obiettivo di incrementare specifici collegamenti e accordi con  il

Le agenzie operanti online saranno sottoposte  alle medesime regole e controlli  cui sono soggette le imprese di tipo tradizionale. Anche per le agenzie di viaggio è previsto lo strumento della s.c.i.a.

Previsti riconoscimenti  per le imprese e gli imprenditori che si sono distinti nel settore, come l’attestazione di eccellenza nel settore enogastronomico (“Maestro di cucina italiana”) e quella di eccellenza nel settore alberghiero (“Maestro dell’ospitalità italiana”), le medaglie al merito del turismo per gli operatori che con la loro professionalità hanno coltivato l’eccellenza italiana nel mondo.

Tra le varie misure a tutela del turista, il decreto stabilisce che standard minimi nazionali dei servizi saranno stabiliti anche per bed and breakfast, villaggi turistici, case per ferie, ostelli della gioventù, motel, centri soggiorno e studio, rifugi alpini, campeggi, mentre oggi la previsione è riferita solo agli alberghi.

In tema di mediazione l’art. 67 sancisce che la procedura di mediazione, finalizzata alla conciliazione delle controversie in materia di turismo, e disciplinata dal decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28, costituisce condizione di procedibilita’ della domanda giudiziale o arbitrale, se cio’ e’ previsto da una clausola del contratto di fornitura dei servizi.

Tale clausola deve essere specificamente approvata per iscritto dal turista.

2. Resta salva la facolta’ del turista di ricorrere a procedure di negoziazione volontaria o paritetica o alla procedura di conciliazione innanzi alle commissioni arbitrali o conciliative per la risoluzione delle controversie tra imprese e consumatori ed utenti inerenti la fornitura di servizi turistici, istituite ai sensi dell’articolo 2, comma 4, lettera a), della legge 29 dicembre 1993, n. 580. Nella procedura di conciliazione i turisti hanno facolta’ di avvalersi delle associazioni dei consumatori. Tale procedura di conciliazione e’ disciplinata dagli articoli 140 e 141 del decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206.

Pur essendo nobile l’intento di disciplinare la materia in modo organico e puntuale, il Nostro Segretario Massimiliano Dona parla di “Un minestrone di norme che forse complicherà la vita dei consumatori”. E ancora. “Tra le novità più attese avrebbe dovuto esserci il riconoscimento per danno da vacanza rovinata -afferma il Segretario generale- ma si tratta di un bluff: per essere risarciti il tour operator dovrà averla fatta davvero grossa e non è tutto. Il risarcimento sarà correlato al tempo di vacanza inutilmente trascorso e all’irripetibilità dell’occasione perduta, tenendo conto della motivazione del viaggio: ciò significa che sarà più difficile rispetto al passato ottenere il risarcimento da disservizi turistici”.

Avv. Sonia Gandolfi

 BUCHE STRADALI: IL COMUNE RISPONDE DI “LESIONI COLPOSE”
“Un importante passo in avanti nella tutela del cittadino che ogni giorno, uscendo di casa, deve stare bene attento a dove mette i piedi a causa del rovinoso dissesto delle strade urbane”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), commentando la recente sentenza della Corte di Cassazione che ha condannato per lesioni colpose un dirigente dell’Ufficio tecnico del Comune di Acqui Terme (AL), incaricato della manutenzione ordinaria di strade e marciapiedi.
“La condanna -spiega Dona- è arrivata in seguito all’incidente di un pedone che aveva subìto lesioni inciampando in una toppa di bitume rialzata, difficilmente visibile e non segnalata. Nonostante il dirigente comunale abbia provato ad addossare la colpa alla disattenzione del pedone -prosegue il  Segretario generale dell’UNC- i giudici hanno respinto il ricorso sostenendo che il Sindaco ed il responsabile dell’Ufficio tecnico del Comune assumono la posizione di garanzia sulla base di una generale norma di diligenza che impone agli organi dell’amministrazione comunale, rappresentativi o tecnici che siano, di vigilare, nell’ambito delle rispettive competenze, per evitare ai cittadini situazioni di pericolo derivanti dalla non adeguata manutenzione e dal non adeguato controllo delle strade comunali”.
“E’bene allora ricordare -conclude Dona- che in caso di incidente il malcapitato può intraprendere la strada del risarcimento nei confronti dell’ente comunale, seguendo la seguente procedura:
● chiedendo l’immediato intervento della polizia municipale, della polizia stradale o dei carabinieri, così da far rilevare sul posto le condizioni della strada e verbalizzare, nell’immediatezza del fatto, l’esistenza della buca, della strada sconnessa, etc.;
● scattando  -se possibile-  alcune foto dei luoghi prima che il Comune chieda alle ditte responsabili della manutenzione di riparare il danno;
● coinvolgendo testimoni che abbiano assistito all’evento”.
Coloro che volessero segnalarci il proprio caso possono segnalarci il loro caso presso il nostro sportello
TURISMO: VACANZA ROVINATA? ECCO COME CHIEDERE IL RIMBORSO

“Al rientro dalle vacanze di Pasqua sono sempre numerose le segnalazioni che giungono alla nostra Unione da parte di consumatori che lamentano disservizi turistici subìti durante il weekend lungo e anche quest’anno la storia sembra ripetersi: da bagagli smarriti a voli cancellati, da inadempienze dell’agenzia di viaggio a strutture alberghiere non conformi alle descrizioni presenti nel catalogo”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC).

“Se si è prenotato un viaggio ‘tutto compreso’ e il soggiorno non si è svolto esattamente come previsto -prosegue l’Avv. Dona- ogni difformità deve essere segnalata al tour operator perché vi ponga rimedio. Nel caso di disservizi, entro 10 giorni lavorativi dal rientro, è necessario che il consumatore formalizzi un reclamo con richiesta di rimborso, a mezzo lettera raccomandata a.r., indirizzata al tour operator, all’agenzia di viaggi e per conoscenza alla nostra Unione, conservando, in ogni caso, il catalogo, la documentazione di viaggio e la documentazione (anche fotografica) comprovante i disagi subìti”.

Ricordiamo che è possibile richiedere la consulenza dei nostri esperti, accedendo presso il ns. sportello

PASQUA: I DIRITTI DI CHI VA IN VACANZA

Una recente sentenza di gennaio 2011 ha ribadito l’importanza della ‘finalità turistica’ rendendo il tour operator responsabile per ogni problema insorto durante la vacanza tutto-compreso ed ammettendo, in capo al consumatore, oltre al diritto al rimborso dei servizi mancanti anche il risarcimento del danno morale da vacanza rovinata.

Qualche suggerimento per evitare che qualche giorno di relax si trasformi in un vero e proprio incubo può essere utile: Intanto va detto che acquistando un pacchetto tutto-compreso, il turista è più protetto in caso di disservizi, anche perché l’operatore che ha organizzato il viaggio diventa l’unico interlocutore per i reclami e il pagamento degli eventuali danni.

Prima della partenza è bene verificare presso l’Assessorato al turismo della Regione che l’agenzia o il tour operator prescelti risultino iscritti negli elenchi regionali. Occhio inoltre a tutto ciò che si firma e all’eventuale previsione di costi supplementari: in ogni caso è buona regola conservare una copia del contratto, del catalogo e di tutti gli altri materiali forniti dall’agenzia. Se si compra on-line stampare le pagine del sito ed in particolare i vouchers. Se si acquista anche una assicurazione, verificare franchigie o spese non rimborsabili. Se poi si visita un paese straniero, è sempre buona norma informarsi sugli adempimenti burocratici e sanitari necessari e, a seconda della destinazione, è consigliabile consultare anche il sito della Farnesina www.viaggiaresicuri.it.

In caso di difformità e disservizi è importante documentare tutti i disagi tramite fotografie e filmati sul posto che saranno fondamentali per ottenere un risarcimento; il reclamo va formalizzato entro 10 giorni lavorativi dal rientro, con richiesta di rimborso a mezzo lettera raccomandata a.r. da indirizzare all’agenzia di viaggi, al tour operator e per conoscenza alla nostra Unione Consumatori.

Per ulteriori informazioni Vi invitiamo a consultare i nostri esperti.

AIAZZONE: FIDITALIA RISPETTI LA LEGGE

Roma, 31 marzo – “Fiditalia ha il dovere di rimborsare le rate già pagate dai consumatori truffati da Aiazzone”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), spiegando che il Testo Unico Bancario (art. 125 quinques) parla chiaro: “nei contratti di credito collegati, in caso di inadempimento da parte del fornitore dei beni o dei servizi, il consumatore, dopo aver inutilmente  effettuato la costituzione in mora del fornitore, ha diritto alla risoluzione del contratto di credito, cui segue l’obbligo del finanziatore di rimborsare al consumatore le rate già pagate, nonché ogni altro onere eventualmente applicato (anche nel caso in cui il finanziatore abbia già versato al fornitore il prezzo dei beni)”.

“La proposta di Fiditalia di congelare i pagamenti di quanti non hanno ricevuto i mobili ordinati non ha alcun senso”, spiega l’avvocato Dona che aggiunge: “non è accettabile neppure una ‘trattativa’ in caso di consegne parziali perché il cliente potrebbe aver perso l’interesse al contratto nel suo complesso e quindi può chiedere e restituire la merce per avere indietro i quattrini”.

“Fiditalia, dunque, faccia il suo dovere astenendosi da richieste illegittime –conclude Dona– e, piuttosto che speculare sulle spalle dei consumatori, si rivalga, se vuole, su Aiazzone”.

A disposizione dei consumatori vittime del crack Aiazzone l’Unione Nazionale Consumatori offre uno sportello di assistenza: uncparma@yahoo.it

MEDIAZIONE CIVILE

Il 21 marzo 2011, diventa obbligatoria la mediazione per le controversie in 10 materie:

  • diritti reali;
  • divisione;
  • successioni ereditarie;
  • patti di famiglia;
  • locazione;
  • comodato;
  • affitto di aziende;
  • risarcimento del danno derivante da responsabilità medica;
  • responsabilità da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità;
  • contratti assicurativi, bancari e finanziari.

Per saperne di più su vantaggi, agevolazioni fiscali e altro contatta i nostri consulenti presso la Sede di Parma,

fissando un appuntamento al n.(349) 2267488

Aiazzone: Cosa fare?

Molti dei clienti di Aiazzone hanno sottoscritto un contratto di finaziamento per l’acquisto degli arredi . per i consumatori che si trovano in questa situazione ecco la procedura da seguire:

1) lettera di messa in mora da inviare con raccomandata A/R (i ns. consulenti saranno lieti di indicarVi il testo) sia ad Aiazzone che a Panmedia (società che ne ha acquistato il marchio). Con tale comunicazione di deve richiedere che la società ottemperi agli obblighi assunti  nel contratto. Nel contempo inviare la stessa lettera alla società finanziatrice (Fiditalia) richiedendoi, nel caso di perdurante inadempimento di Aiazzone, il rimborso delle rate versate e degli oneri già versato con la contestuale chiusura della posizione debitoria per inadempimento.

Per quanto riguarda la normativa applicabile, si devono distinguere due diverse situazioni (a seconda che si sia sottoscritto il contratto prima o dopo il 19/09/2010: i contratti stipulati prima saranno soggetti alla normativa contenuta nell’art.42 del Codice del consumo, mentre, coloro che hanno stipulato il contratto successivamente a tale data dovranno fare riferimento all’art.125 quinqes del Testo unico bancario (d.lgs.385/93).

Ecco di seguito le norma citate:

Codice del consumo art.42 Inadempimento del fornitore
1. Nei casi di inadempimento del fornitore di beni e servizi, il consumatore che abbia effettuato inutilmente la costituzione in mora ha diritto di agire contro il finanziatore nei limiti del credito concesso, a condizione che vi sia un accordo che attribuisce al finanziatore l’esclusiva per la concessione di credito ai clienti del fornitore. La responsabilità si estende anche al terzo, al quale il finanziatore abbia ceduto i diritti derivanti dal contratto di concessione del credito.

Art. 125 quinques del testo unico bancario (d.lgs.385/93), ivi inserito dal d.lgs. 141/2010. Inadempimento del fornitore
1. Nei contratti di credito collegati, in caso di inadempimento da parte del fornitore dei beni o dei servizi il consumatore, dopo aver inutilmente  effettuato la costituzione in mora del fornitore, ha diritto alla risoluzione del contratto di credito, se con riferimento al  contratto  di fornitura di beni o servizi ricorrono le condizioni di cui all’articolo 1455 del Codice civile  (inadempimento grave, come la mancata consegna dei beni o la mancata resa dei servizi)
2. La risoluzione del contratto di credito comporta l’obbligo del finanziatore di rimborsare al consumatore le rate gia’ pagate, nonche’ ogni altro onere eventualmente applicato. La risoluzione del contratto di credito non comporta l’obbligo del consumatore di rimborsare al finanziatore l’importo che sia stato gia’ versato al fornitore dei beni o dei servizi. Il finanziatore ha il diritto di ripetere detto importo nei confronti del fornitore stesso.
Come è evidente, la situazione è leggermente più favorevole per coloro che hanno sottoscritto il contratto dopo il 19/09/2010.

BANCHE, “TASSA SUL CONTANTE”: I CONSUMATORI DI CASPER INVITANO I CITTADINI A CHIUDERE I CONTI E CAMBIARE ISTITUTO DI CREDITO

BOICOTTARE LE BANCHE CHE IMPONGONO IL NUOVO BALZELLO

Un nuovo balzello è saltato fuori dal cilindro delle banche: la “tassa sul contante”. Imposizione dell’importo medio di 3 euro, che da qualche giorno molti istituti di credito richiedono a quei clienti che si recano in agenzia a prelevare denaro contante. “Si tratta di una follia – affermano le associazioni di Casper – Comitato contro le speculazioni e per il risparmio (Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori) – L’idea che un cittadino debba pagare per poter disporre del proprio denaro è un ritorno al Medioevo, e l’esempio concreto di come gli istituti di credito, introducano periodicamente nuovi balzelli il cui unico scopo è quello di salassare i consumatori e arricchire le proprie casse”. “Gli utenti devono però sapere che non tutte le banche hanno deciso di adottare tale tassa. Invitiamo pertanto i correntisti – proseguono Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori – a verificare se la propria banca è tra quelle che applicano la “tassa sul contante” e, in tal caso, chiudere il conto e passare ad altro istituto di credito”.

“Recente Sentenza del Tribunale di Parma in materia di danni da vacanza rovinata:
Il TRIB. PARMA – SEZ. 110, sentenza del 19 FEBBRAIO 2010 N. 289 ha stabilito che nell’ipotesi in cui il consumatore convenga in giudizio l’organizzazione e/o
il venditore di un pacchetto turistico per il risarcimento del danno subito in occa
se sione della fruizione del pacchetto stesso, il Giudice non può respingere la
domanda sul presupposto che la responsabilità del lamentato danno debba esse
re ascritta al vettore del quale i convenuti si sono avvalsi, poichè a norma del d.
lgs. 11.3.1995 n. 111 art. 14, emanato in attuazione della direttiva numero
90/314/CEE, l’organizzazione o il venditore del pacchetto turistico che si avva
le di altri prestatori di servizi, è comunque tenuto a risarcire il danno sofferto dal
consumatore, salvo il diritto di rivalersi nei loro confronti.”

PRIVACY : AL VIA IL NUOVO SPORTELLO DELL’UNC

Roma, 23 febbraio – “Nascelo Sportello ‘Privacy a rischio’, il nuovo servizio telematico messo a disposizione dalla nostra Unione Consumatori sul sito www.consumatori.it!” E’ quanto rende noto la stessa Associazione, specificando che è rivolto solo agli utenti privati (e quindi non ad enti o aziende).

“Completamente gratuito -spiega l’UNC- lo Sportello è dedicato a tutti i consumatori che vogliano approfondire la conoscenza dei propri diritti in materia di privacy. Basterà inviare il proprio quesito nella sezione dedicata ed i nostri esperti risponderanno via mail alle Vostre domande”.

“Inoltre -conclude l’UNC- i quesiti più ricorrenti saranno riportati in un elenco di domande frequenti (FAQ) in tema di privacy, in modo che i dubbi più diffusi sulla protezione dei dati personali possano trovare una risposta ancora più veloce”.

BUCHE STRADALI: COME OTTENERE IL RISARCIMENTO IN CASO DI INCIDENTE

Roma, 15 febbraio – “E’ inaccettabile che la pessima manutenzione del manto stradale sia una delle cause più frequenti di incidenti, specie nelle grandi città”. E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), commentando le numerose segnalazioni che giungono all’Associazione da parte di chi lamenta il disservizio.

“Buche, strade sconnesse, macchie d’olio e tombini rialzati: sembra non ci sia pace -incalza Dona- per pedoni, automobilisti e soprattutto conducenti di moto, scooter e motorini, i più esposti al rischio di procurarsi serie lesioni fisiche in caso di sinistro”.

“In tali circostanze -spiega il Segretario generale dell’UNC- è bene sapere che la responsabilità è imputabile all’ente proprietario della strada, vale a dire al Comune. Seppur la giurisprudenza lo ritiene infatti responsabile dei danni provocati dalla cattiva manutenzione stradale solo se la situazione di pericolo che ha causato il danno non è stata al momento del fatto né visibile (come ad esempio a causa di una pozzanghera), né prevedibile, negli ultimi anni si sta assistendo ad un’inversione di tendenza da parte dei giudici: il Comune viene considerato ‘custode’ della strada ed in quanto tale oggettivamente responsabile del danno provocato, salvo che provi il ‘caso fortuito’ ”.

“In caso di incidente -conclude Dona- il malcapitato può dunque intraprendere la strada del risarcimento nei confronti dell’ente comunale, seguendo la seguente procedura:

●             chiedendo l’immediato intervento della polizia municipale, della polizia stradale o dei carabinieri, così da far rilevare sul posto le condizioni della strada e verbalizzare, nell’immediatezza del fatto, l’esistenza della buca, della strada sconnessa, etc.;

●             scattando �C se possibile �C alcune foto dei luoghi prima che il Comune segnali alle ditte responsabili della manutenzione di riparare il danno;

●             coinvolgendo testimoni che abbiano assistito all’evento”.

Coloro che volessero segnalarci il proprio caso possono contattare il nostro sportello dedicato “Sinistri stradali” disponibile sull’home page del sito www.consumatori.it .

VIAGGI EGITTO: ECCO COSA FARE

Chi ha prenotato un viaggio in Egitto in questo periodo, può recedere dal contratto senza pagare alcuna penale.” E’ quanto dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), rispondendo ai molti turisti che stanno contattando l’Associazione chiedendo aiuto. “Lo stato di emergenza in cui versa l’Egitto -spiega Dona- è un fatto non imputabile al consumatore il quale, come previsto dal Codice del Consumo, può quindi liberamente scegliere di: -usufruire di un altro pacchetto turistico di qualità equivalente o superiore senza dover corrispondere alcun supplemento di prezzo; -usufruire di un altro pacchetto qualitativamente inferiore previa restituzione della differenza del prezzo; – richiedere il rimborso della somma di denaro già versata che dovrà essere corrisposta dall’operatore turistico entro 7 giorni lavorativi e senza l’addebito di alcuna penale.” Consigliamo quindi a tutti coloro che volessero annullare il proprio viaggio -conclude Dona- di provvedere tempestivamente a darne comunicazione scritta al tour operator/agenzia di viaggio (meglio se a mezzo raccomandata a.r.), indicando chiaramente una delle suddette richieste.”

Coloro che volessero segnalarci il proprio caso possono contattare il nostro sportello

TELEMARKETING: LE REGOLE DEL GARANTE PER L’USO DEI DATI DEGLI ABBONATI

In concomitanza con l’entrata in funzione del Registro pubblico delle opposizioni, introdotto dalla recente normativa che ha modificato le regole del telemarketing, il Garante privacy ha fissato (con un provvedimento pubblicato nella Gazzetta ufficiale di oggi) i limiti entro i quali gli operatori del settore potranno utilizzare i dati personali degli abbonati presenti negli elenchi telefonici per effettuare chiamate con operatore ai fini di invio di materiale pubblicitario, vendita diretta, ricerche o comunicazioni commerciali. A partire da oggi, infatti, gli abbonati che non desiderano ricevere telefonate pubblicitarie dovranno iscriversi al Registro, gestito dalla Fondazione Ugo Bordoni. E proprio per assicurare che la volontà dei cittadini venga effettivamente rispettata, il Garante ha imposto alle imprese una serie di obblighi. Le società che operano nel settore del telemarketing non potranno più contattare i numeri degli abbonati che si sono iscritti nel Registro. Se un abbonato ha chiesto a una determinata azienda di non essere più disturbato, quell’azienda dovrà rispettare la sua volontà anche se l’abbonato non si è iscritto al Registro. La singola azienda che abbia invece ricevuto in passato il consenso dell’abbonato a ricevere telefonate promozionali, potrà contattarlo, anche se questi è iscritto nel Registro. Tale consenso, che dovrà essere  documentabile per iscritto al Garante, potrà comunque essere ritirato in qualunque momento. Con l’entrata in funzione del Registro viene meno anche la possibilità di utilizzare le numerazioni telefoniche contenute in banche dati comunque formate (comprese quelle costituite utilizzando i dati estratti dagli elenchi telefonici prima del 1° agosto 2005), senza aver prima acquisito un consenso ad hoc. Per quanto riguarda le numerazioni presenti in pubblici registri, elenchi, atti o documenti conoscibili da chiunque (ad es. albi professionali) esse potranno essere utilizzate solo se le telefonate promozionali risultino direttamente funzionali all’attività svolta dall’interessato (sempre che questi non si sia opposto) o se il telemarketing sia previsto dalla normativa di riferimento. L’avvio del Registro non modifica le regole finora usate per la pubblicità via posta o effettuata con strumenti diversi dal telefono (ad es. posta elettronica, telefax, messaggi del tipo Mms o Sms, chiamate automatizzate senza operatore) che prevedono sempre e comunque la richiesta di un consenso preventivo e informato dell’utente. Il mancato rispetto delle prescrizioni dell’Autorità comporta l’applicazione di una sanzione da 30mila a 180mila euro, che potrà raggiungere, nei casi più gravi, i 300mila euro.

THE NEXT WORLD: segnalazione dell’UNC all’Antitrust

Roma, 15 dicembre – A seguito delle numerose segnalazioni pervenute ai nostri sportelli, l’Unione Nazionale Consumatori (UNC) ha segnalato all’Autorità Antitrust la condotta commerciale posta in essere dalla società “Next Level distribuzione srl” per il servizio “The Next World”. Si tratterebbe di una specie di social network che in realtà nasconderebbe una vendita multilevel, molto onerosa per i partecipanti. L’Unione Nazionale Consumatori invita quanti siano stati coinvolti in iniziative promozionali  o siano stati indotti a firmare contratti con la promessa di lauti guadagni ad esercitare il diritto di recesso inviando una comunicazione scritta (preferibilmente una raccomanda con avviso di ricevimento) nella quale sarà sufficiente dichiarare di volersi sciogliere dal contratto senza ulteriori oneri. Tra l’altro, la società denunciata ha diffuso notizie false circa l’esistenza di un “accordo di collaborazione” con l’Unione Consumatori. L’organizzazione smentisce ogni coinvolgimento precisando di non aver mai conferito autorizzazioni all’utilizzo del suo logo.

CASPER CHE SCONTI!
E’ un’iniziativa delle associazioni dei consumatori aderenti a “Casper”. Per il Natale 2010 i commercianti interessati potranno praticare sconti nei giorni antecedenti le festività. Leggi come…
PREMIO VINCENZO DONA 2010
Si è tenuta il 25 novembre a Roma la quarta edizione del Premio “Vincenzo Dona” dedicato al tema “Etica delle imprese e dei consumatori”.Leggi…
Notizie locali:
Enìa energia è finita nel mirino dell’antitrust. La società 
emiliana risulta infatti tra le nove aziende che “hanno attuato 
pratiche commerciali scorrette nelle modalità di pubblicizzazione dei
 prezzi praticati nel mercato libero dell’energia e del gas”. Lo rende 
noto l’autorità garante della concorrenza e del mercato. Il
 provvedimento riguarda enel energia, eni, aceaelectrabel elettricità, 
aem energia, asm energia e ambiente, trenta, enia energia, mpe energia
e italcogim energie: i nove gruppi hanno subito sanzioni “per un totale
di 1,275 milioni di euro”. Le multe più salate sono quelle di eni, 260
mila euro di sanzione, e di enel, 250 mila euro. La sanzione per enia 
energia, la società del gruppo enia destinata alla fornitura di energia 
elettrica e gas naturale per il mercato residenziale e per le aziende,
ammonta a 95 mila euro.

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